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Next Generation AI · Villa Erba, Cernobbio · 20 ottobre 2026

La scuola delle domande

Prompt Thinking: insegnare a interrogare le macchine e il mondo

Andrea Colamedici · filosofo, presidente di GenIA, AI Hub dell'Accademia di Arti e Nuove Tecnologie di Roma
Insegna Prompt Thinking all'Istituto Europeo di Design di Roma e alla 24ORE Business School

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Nella Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams (1979) un computer di nome Pensiero Profondo viene costruito per dare la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto. Calcola per sette milioni e mezzo di anni.

→← o il telecomando per avanzare · P proiezione · T tema
I · La prova

La risposta corretta ha smesso di provare l'apprendimento

Per secoli la scuola ha potuto leggere nel compito consegnato la traccia del lavoro che lo aveva prodotto, e un tema ben costruito bastava a far supporre che qualcuno, a casa o al banco, avesse messo in ordine i propri pensieri. Da quando un modello linguistico scrive in pochi secondi un tema, un riassunto o la soluzione di un esercizio, quella supposizione si è incrinata, perché lo stesso foglio impeccabile può arrivare da uno studente che ha capito e da uno che ha incollato una risposta senza nemmeno leggerla.

I dati sono copertiRispondete con la sala alle tre domande per scoprirli, oppure mostrateli subito.
Matematica, un liceo in Turchia, quasi mille studenti

Con l'IA i voti salgono. Senza, chi l'ha usata come stampella scende

Variazione dei voti rispetto al gruppo di controllo Durante l'esercitazione con GPT-4: interfaccia standard più 48 per cento, tutor con indizi più 127 per cento. All'esame senza IA: interfaccia standard meno 17 per cento, tutor circa uguale al controllo. +120% +80% +40% 0 −20% gruppo di controllo +48% +127% −17% ≈ 0 Esercitazione con GPT-4 Esame senza IA
GPT Base, interfaccia come ChatGPT GPT Tutor, indizi al posto delle soluzioni
Gli studenti che avevano usato l'interfaccia standard la trattavano come una stampella e all'esame andavano peggio di chi l'IA non l'aveva mai avuta. Il tutor progettato per proteggere l'apprendimento attenuava quasi del tutto l'effetto.
Bastani et al., «Generative AI without guardrails can harm learning», PNAS 122, 2025
Scrivere un saggio con ChatGPT
83%

dei partecipanti che avevano scritto con il modello, pochi minuti dopo, non riusciva a citare correttamente una frase del proprio testo. Quasi tutti quelli che avevano scritto da soli o con un motore di ricerca ci riuscivano.

Kosmyna et al., «Your Brain on ChatGPT», MIT Media Lab, 2025 · preprint, 54 partecipanti
319 lavoratori della conoscenza

Più fiducia nell'IA si associa a meno pensiero critico; più fiducia nelle proprie capacità si associa a più pensiero critico.

Lee et al., Microsoft Research e Carnegie Mellon, CHI 2025

Nello studio di Bastani i due gruppi usavano lo stesso modello, GPT-4. Cambiavano soltanto le istruzioni con cui era stato interrogato, ed è bastato quello a separare chi all'esame è andato peggio da chi ha tenuto il passo.

II · Il bivio

Due strade davanti alla macchina

Tenerla fuori

Fingere che non esista

Si vietano gli assistenti e si torna al compito in classe con carta e penna. Per qualche tempo la prova ridiventa affidabile, mentre gli studenti restano soli con uno strumento che fuori dall'aula già usano, e il docente finisce per spendere le sue ore a cercare frodi.

Anche la sorveglianza automatica ha i suoi limiti: nel luglio 2023 OpenAI ha ritirato il proprio classificatore di testi generati, citandone la bassa accuratezza.

Farne materia

Insegnarla e valutarla

La macchina entra nel programma come oggetto di studio. La conversazione che uno studente ha avuto con un assistente diventa un documento da leggere e valutare, gli errori della macchina, frequenti e quasi sempre istruttivi, diventano materiale di esercizio, e la prima cosa da correggere con la penna rossa è la domanda che lo studente ha posto.

Platone, Fedro, 274c-275b

Il dio Theuth offre al re Thamus la scrittura come farmaco della memoria e della sapienza. Thamus gli risponde che otterrà l'effetto contrario: chi la impara smetterà di esercitare il ricordo e avrà l'apparenza della sapienza senza la sostanza.

Conosciamo questa condanna della scrittura perché Platone la mise per iscritto. La scuola ha già discusso in termini simili della calcolatrice e poi del motore di ricerca, e in entrambi i casi la discussione si è chiusa decidendo quando ammetterli e a quale scopo.

Il quadro in Italia

Le Linee guida per l'introduzione dell'IA nelle istituzioni scolastiche (DM 166 del 9 agosto 2025) chiedono a ogni scuola un Piano d'Istituto per l'IA e lasciano alle singole scuole le scelte su come e quando usarla nella didattica.

Dal 2 febbraio 2025 l'articolo 4 dell'AI Act chiede a chi impiega sistemi di IA di garantire un'alfabetizzazione adeguata; la legge 132/2025 è in vigore dal 10 ottobre 2025.

Su che cosa fare concretamente in aula le Linee guida dicono poco, e la decisione spetta ai collegi e ai singoli docenti.

III · Genealogia

Una lunga storia di maestri che domandano

Chi scrive un prompt fa una cosa che filosofi, pedagogisti e informatici hanno studiato a lungo prima che esistessero i modelli linguistici. Da ciascuna tappa di questa storia si può ricavare un esercizio da proporre in classe la settimana prossima.

Le domande sono in parafrasi; tra caporali quelle testuali.

IV · Anatomia

Per interrogare bene servono le competenze di sempre

Per ottenere da un modello linguistico qualcosa che valga la pena leggere servono chiarezza di pensiero, conoscenza del contesto e la capacità di riconoscere un errore, di chiedere una prova, di cambiare punto di vista, cioè le competenze che la scuola cerca di formare da sempre e che compaiono, con nomi diversi, nelle programmazioni di ogni disciplina. Per questo un prompt si può correggere con la penna rossa come un tema, segnando a margine dove manca uno scopo o dove lo studente ha dato per scontato ciò che andava detto.

Costruisci la domanda, uno strato alla volta

La domanda che ne risulta

Esercizio d'aula: proiettate la domanda nuda e quella costruita in due finestre dello stesso assistente, e chiedete alla classe che cosa ha imparato in più chi ha posto la seconda.

Tre modi in cui la macchina sbaglia

Alcuni difetti dei modelli linguistici ricorrono con tanta regolarità da poter essere anticipati, e per ciascuno esiste un rimedio tra le competenze della domanda.

Inventa

Produce fonti, dati e citazioni plausibili che non esistono. Nel caso Mata v. Avianca (New York, 2023) due avvocati depositarono sei precedenti generati da ChatGPT e inesistenti; uno aveva chiesto al modello se fossero veri e aveva ricevuto conferma. Il giudice P. Kevin Castel li sanzionò con 5.000 dollari.

RimedioChiedere una prova e verificarla fuori dalla macchina che l'ha prodotta.

Asseconda

Tende a dare ragione a chi la interroga, anche a scapito dell'esattezza. Il fenomeno, chiamato sycophancy, è documentato da Sharma e colleghi in «Towards Understanding Sycophancy in Language Models» (2023), presentato a ICLR 2024.

RimedioChiedere esplicitamente obiezioni e punti di vista contrari. È la pratica 2.

Varia

La generazione è probabilistica: la stessa domanda, posta a modelli diversi o allo stesso modello in due momenti, produce risposte diverse, a volte in contraddizione tra loro.

RimedioConfrontare le risposte e trattare la divergenza come un problema da indagare. È la pratica 3.

V · La scala

Non tutte le domande pesano uguale

La tassonomia di Bloom (1956), rivista da Anderson e Krathwohl nel 2001, ordina gli obiettivi cognitivi in sei livelli. Letta oggi, la scala aiuta anche a stimare quanto lavoro resta allo studente dopo che la macchina ha risposto. Chi chiede in che anno la peste arrivò a Milano ha finito quando legge la data, mentre chi deve giudicare i processi agli untori del 1630 ha appena cominciato.

VI · In classe

Cinque pratiche da portare in aula subito

Per ciascuna pratica trovate la procedura, un prompt da copiare e i criteri di valutazione, accanto a uno strumento da usare in aula.

Valutare l'intera conversazione insieme al prodotto finale

Del lavoro di uno studente il testo finale dice poco. La conversazione che lo ha prodotto mostra in quali punti ha riformulato la domanda e in quali ha deciso da solo, contro il parere della macchina o senza chiederglielo.

  1. Lo studente consegna il prodotto e la conversazione completa con la macchina.
  2. Annota a margine tre momenti: quando ha riformulato, quando non si è fidato, quando ha scelto senza la macchina.
  3. Il docente valuta con la rubrica a sei criteri.
  4. Chiusura senza schermo: lo studente spiega a voce un passaggio del suo lavoro.
LivelliI quattro della valutazione descrittiva della scuola primaria (OM 172/2020): in via di prima acquisizione, base, intermedio, avanzato. Funzionano bene anche alle superiori, perché descrivono un percorso.
Perché l'ultimo passoNello studio del MIT chi aveva scritto con il modello non ricordava il proprio testo. La spiegazione orale verifica l'appropriazione, che nessuna conversazione può dimostrare da sola.

Rubrica · sposta i cursori su una conversazione reale

Tocca un cursore per leggere il descrittore del livello.
VII · Il patto

Un patto d'aula sull'intelligenza artificiale

Il Piano d'Istituto fissa le regole della scuola. Dentro una classe aiuta anche un accordo breve, discusso con gli studenti all'inizio dell'anno, in cui ciascuna delle due parti dichiara a che cosa si impegna. Scegliete le voci e copiate il testo, che si può stampare e appendere in aula.

Lo studente

Il docente

Patto d'aula sull'IA

Lo studente si impegna a
    Il docente si impegna a
      Per la classeIl docente
      VIII · Il docente

      Il maestro dell'interrogazione

      Nella scuola italiana interrogazione è il nome della prova orale, quella in cui il docente domanda e il voto misura quanto lo studente sa rispondere. Il docente di cui c'è bisogno adesso insegna anche il gesto opposto, cioè come si costruisce una domanda e come si incalza una risposta che suona convincente finché qualcuno non la mette alla prova.

      A lui spetta custodire il metodo con cui si arriva a sapere, compresa la pazienza davanti a ciò che resta irrisolto che Rilke raccomandava al giovane Franz Xaver Kappus nella lettera del 16 luglio 1903, quando gli chiedeva di amare le domande stesse e di viverle, nella speranza di entrare un giorno, quasi senza accorgersene, nelle risposte.

      «Das Fragen ist die Frömmigkeit des Denkens.»
      Il domandare è la pietà del pensiero. Martin Heidegger, La questione della tecnica, 1953

      Domande per la sala

      • Quale compito della vostra materia oggi si può delegare per intero a una macchina, e che cosa dice quel compito di ciò che stavate valutando?
      • Se doveste mettere un voto a una domanda, quali criteri usereste?
      • In quale momento della lezione la macchina dovrebbe entrare, e in quale restare fuori?
      • Che cosa deve saper fare uno studente da solo, a fine anno, senza nessuno schermo davanti?
      IX · Verifica

      L'interrogazione, rovesciata

      Otto affermazioni da giudicare e tre situazioni d'aula da risolvere, a voce, con la sala. Il registro in fondo raccoglie le risposte date in tutti i quiz della lezione e assegna alla sala un voto.

      Registro della sala

      ProvaEsatte
      ·in decimi

      Il voto compare dopo la prima risposta, con i mezzi voti come nel registro.

      Fonti

      Per continuare a domandare

      1. Platone, Menone, 82b-85b; Fedro, 274c-275b.
      2. R.G. Collingwood, An Autobiography, Oxford University Press, 1939.
      3. A.M. Turing, «Computing Machinery and Intelligence», Mind, 59, 1950.
      4. M. Heidegger, «Die Frage nach der Technik», 1953; trad. it. in Saggi e discorsi, Mursia.
      5. B.S. Bloom (a cura di), Taxonomy of Educational Objectives, 1956; L.W. Anderson, D.R. Krathwohl (a cura di), A Taxonomy for Learning, Teaching, and Assessing, Longman, 2001.
      6. H.-G. Gadamer, Wahrheit und Methode, 1960; trad. it. Verità e metodo, Bompiani.
      7. J. Weizenbaum, «ELIZA», Communications of the ACM, 9, 1966; Computer Power and Human Reason, 1976.
      8. N. Postman, C. Weingartner, Teaching as a Subversive Activity, Delacorte, 1969.
      9. G. Rodari, Grammatica della fantasia, Einaudi, 1973.
      10. M. Lipman, A.M. Sharp, Institute for the Advancement of Philosophy for Children, Montclair State, dal 1974.
      11. P. Freire, A. Faundez, Por uma pedagogia da pergunta, Paz e Terra, 1985.
      12. D. Rothstein, L. Santana, Make Just One Change, Harvard Education Press, 2011. rightquestion.org
      13. E. Mollick, L. Mollick, «Assigning AI: Seven Approaches for Students, with Prompts», SSRN, 2023.
      14. M. Sharma et al., «Towards Understanding Sycophancy in Language Models», 2023; ICLR 2024.
      15. H. Bastani et al., «Generative AI without guardrails can harm learning», PNAS, 122, 2025. doi
      16. N. Kosmyna et al., «Your Brain on ChatGPT: Accumulation of Cognitive Debt when Using an AI Assistant for Essay Writing Task», MIT Media Lab, 2025.
      17. H.-P. Lee et al., «The Impact of Generative AI on Critical Thinking», CHI 2025.
      18. Mata v. Avianca, Inc., Southern District of New York, ordinanza del 22 giugno 2023.
      19. MIM, Decreto ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025, Linee guida IA. mim.gov.it
      20. Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), art. 4; Legge 23 settembre 2025, n. 132.
      21. MI, Ordinanza n. 172 del 4 dicembre 2020, valutazione descrittiva nella primaria.
      22. Costituzione della Repubblica italiana, art. 3.
      23. D. Adams, The Hitchhiker's Guide to the Galaxy, Pan Books, 1979.
      24. R.M. Rilke, Briefe an einen jungen Dichter, Insel, 1929.
      25. Jianwei Xun, Prompt Thinking: A Critique of Generative Reason, Polity Press, 2026.
      Per riprenderla in classe

      La lezione resta aperta

      Inquadrate il codice per ritrovare questa pagina, con i quiz, le schede, la rubrica e i prompt da copiare.

      tlon.it/nextgenai